Amos Cardia | Apedala dimòniu
   

 
s'introdusidura

s'arrogu ki sighit est un'arresùmini, s'intrea est in su libru

Una cosa specialmente m'intriga nei racconti di Amos: il suo spirito di ricerca, che si manifesta con lo stesso entusiasmo nell'esplorazione di luoghi e percorsi da scoprire in bicicletta come nella sperimentazione di nuove possibilità espressive per il mezzo linguistico con cui ci narra delle sue escursioni, il sardo nella varietà campidanese.

Ho esperienza di biciclette e di percorsi ciclabili e non m'intendo di lingua, ma sono stato piacevolmente colpito (io che il sardo lo amo e lo capisco ma non lo parlo bene) dalla fantasia creativa dei neologismi con cui la lingua riesce a rappresentare un ambito particolare come quello del ciclismo e della stessa meccanica della bicicletta. Si percepisce che c'è uno studio nell'uso della lingua come c'è ricerca nella pratica del ciclismo amatoriale.

La bici viene usata e studiata nelle sue potenzialità proprio nei luoghi più impervi, quando sono messe in gioco continuamente la conoscenza del territorio e le proprie possibilità fisiche e tecniche; quando si è in competizione con se stessi e con la natura ma anche consapevoli dei propri limiti […].

E quando si va lontano, in bicicletta, il gusto della libertà e dell'immersione nella natura talvolta si paga con fatiche ed esperienze poco gratificanti, come la rottura del mezzo, la sostituzione di un cuscinetto a sfera del movimento e non solo. Sicché il ciclista - esploratore si ingegna a fare un po' di tutto, a riparare, a prevedere, a cooperare con i compagni di viaggio e soprattutto ad affrontare con buon umore gli imprevisti.

Ho letto i racconti con un piacere particolare, perché nei protagonisti delle escursioni ho visto realizzati i principi di quello che credo debba essere il ciclismo amatoriale e il vero spirito sportivo: conoscenza di sé, del territorio e del mezzo; rispetto della natura e dell'integrità propria e altrui; rigore e sana competizione, innanzi tutto con se stessi.

Con questi presupposti, possiamo ben augurare buon viaggio ad Amos, a questo libro, ai suoi lettori e lettrici, perché possano incontrare molti ciclisti per le strade della Sardegna e salutarli stando essi stessi in sella alle loro bici. Apedala dimòniu.

Andrea Olla, ciclista e presidente dell'associazione Città Ciclabile
Gràfiga e strutura de Sergio Durzu
Fotografias de www.ichnusabike.it